La campagna romana è una terra ricca di prodotti enogastronomici di altissimo livello, che sono il riflesso del territorio, di lavorazioni tradizionali e antica ritualità.
Alcuni sono produzioni biologiche, prodotti a denominazione d’origine, marchi riconosciuti a livello italiano ed europeo, altri veri e propri “gioielli” della tradizione contadina.
E poiché nel territorio romano, a questi tesori del gusto si associano enormi ricchezze culturali costituite da tesori artistici, paesaggistici e ambientali, oltre al senso di responsabilità nel lavoro e di appartenenza ad una comunità, la creazione di itinerari enogastronomici rappresenta un vero e proprio strumento di tutela e forte attrazione turistica.
Proprio questo dunque è lo scopo delle Strade dei Vini e dell’Olio che partendo dalla tutela e promozione dei prodotti tipici, ripropongono percorsi, scoperte, incontri in cui storia, archeologia, natura ed enogastronomia si fondono in un unicum affascinante.
- Strada dei Vini dei Castelli Romani
- Strada del Vino Cesanese
- Strada dell’Olio e dei Prodotti Tipici della Sabina
- Terra del Cesanese di Olevano Romano
- Strada del Vino e dei Prodotti Tipici delle Terre Etrusco Romane
La Strada dei Vini dei Castelli Romani
I Castelli Romani sono collocati in una vasta area a sud-est di Roma, in cui è ancora possibile riproporre al turista moderno l’esperienza di un viaggio che tanto affascinava, nell’Ottocento, gli artisti del Gran Tour.
L’obiettivo della Strada è quello di tutelare e valorizzare una tradizione vinicola che vanta oltre tremila anni di storia.
Ma lungo la Strada del Vino dei Castelli Romani non c’è solo il vino: l’intera area si trova infatti all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani e tante sono le proposte per gli appassionati dell’arte, ville residenziali dei ricchi romani ed architettoniche del Seicento e del Settecento.
E non possono mancare veri e propri itinerari del gusto per riscoprire i piaceri della buona tavola e la genuinità di piatti prelibati. Del resto,
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I Vini DOC
Castelli Romani
Colli Albani
Colli Lanuvini
Frascati
Marino
Montecompatri-Colonna
Velletri
Zagarolo
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il nome dei Castelli Romani è da sempre indicato come luogo di delizie per gli amanti della buona cucina e del buon vino.
Il vino DOC Frascati, famoso in tutto il mondo e vanto di papi e poeti, è un vino esclusivamente bianco prodotto nell'agro tuscolano.
Pure bianco, dal colore paglierino più o meno intenso e dal gusto armonico e vellutato, è il vino DOC Colli Lanuvini, prodotto nei comuni di Genzano e Lanuvio.
Prodotto nei territori di Ariccia, Albano Laziale e in parte Roma, Pomezia, Ardea, Castel Gandolfo, Lanuvio, il vino DOC Colli Albani ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1970.
Il più “energico” dei vini dei Castelli è senza dubbio il vino DOC Marino. Ha una tradizione antichissima che viene ricordata ogni anno, la prima domenica di ottobre nella Sagra dell’Uva, nel corso della quale dalla famosa fontana dei Mori sgorga il vino.
Nell’ultima diramazione dei Colli del Tuscolo, tra imponenti castagneti si estendono i vigneti che producono la DOC Montecompatri-Colonna; mentresulle propaggini meridionali dei Castelli, nei territori di Velletri, Lariano e Cisterna è prodotto il vino DOC Velletri, con un bianco più conosciuto e un rosso capace di riservare piacevoli sorprese.
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I Prodotti Tipici e IGP
Olio extravergine di oliva dei Castelli Romani
Pane casereccio di Genzano IGP
Pane casereccio di Lariano
Porchetta di Ariccia
Coppiette
Broccolo di Albano
Fagiolina Arsolana
Fragole di Nemi
Pesche di Castel Gandolfo
Pupazze a tre seni di Frascati
Ciambelle degli sposi
Ciambelline al vino
Biscottini di Zagarolo
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Un po’ più periferici, i comuni di Zagarolo e San Cesareo ospitano i vigneti da cui si produce il vino DOC Zagarolo, che ultimamente sta crescendo in gradimento. Sintesi della potenzialità di questo territorio sono, infine i vini della DOC Castelli Romani, rosso, rosato e bianco la cui versione più celebre è senza dubbio il Cannellino.
Oltre alla viticoltura, degna di nota è anche la produzione dell’olio extravergine di oliva Castelli Romani, immancabile condimento dei piatti castellani. Non è da meno la produzione ortofrutticola: il broccolo di Albano, detto capoccione per le sue dimensioni; i piselli di Labico, tradizionalmente chiamati roncole; le nocciole di Labico ed infine le fragole di Nemi, piccole, dolcissime e delicatamente aromatiche, da cui si ricava uno dei quattro liquori tradizionali del Lazio, il fragolino.
Un discorso a parte va fatto per i salumi da degustare nelle antiche osterie di un tempo, le fraschette, cantine che prendono il nome dalla frasca di albero che il proprietario soleva esporre come insegna.
Oggi vi si trovano, oltre al vino, le coppiette e i piatti tipici castellani. Ad Ariccia invece, presso le fraschette o durante la famosa sagra di settembre, si può gustare la porchetta, gustoso maialino allo spiedo, aromatizzato con sale, pepe, aglio e finocchio selvatico, accompagnata dal classico pane di Genzano IGP o dal pane casereccio di Lariano.
Non mancano, a fine pasto dolci e altri prodotti da forno: le singolari pupazze frascatane al miele, a forma di bambola con tre seni sono un chiaro richiamo iconografico al vino: secondo la tradizione, infatti, con il terzo seno, da cui fuoriusciva il vino, venivano allattati i bambini di Frascati. Un po’ dovunque possono essere acquistate le friabili e saporite ciambelline al vino o all’anice, i biscottini di Zagarolo, i tozzetti e le ciambelle degli sposi, inviate qualche giorno prima delle nozze, dalle famiglie degli sposi agli invitati.
La Strada del Vino Cesanese
Esempio di strumento di sviluppo integrato del territorio delle province di Roma e Frosinone, la Strada unisce in sé itinerari dedicati ai temi della vite e del vino racchiudendo le due aree di produzione dei vini, dalla tradizione secolare, DOC Cesanese di Affile e DOC Cesanese del Piglio, vino già apprezzato da Papi, imperatori e nobili romani.
L’itinerario è dedicato ai piaceri del palato e all’enorme ricchezza di storia, cultura e tradizione del territorio. Il turista e lo stesso cittadino romano possono, infatti, andare alla scoperta dei paesi che custodiscono ancora gelosamente le tracce della dominazione di popoli come Equi ed Ernici e la successiva influenza delle vicende papali, oltre alle opere lasciate da artisti del Settecento e l’Ottocento.
La storia del territorio del Cesanese è antica e nobile e da sempre caratterizzata dalla presenza del vino.
Le antiche vie consolari Casilina e Latina erano infatti utilizzate fin da tempi immemorabili per il commercio di prodotti alimentari provenienti dal sud e del vino in particolare .
Il territorio di produzione del vino Cesanese riserva agli amanti della natura l’impressione di immergersi nel verde di vallate circondate da uno scenario di monti che, dall’alba fino al tramonto, si veste di incredibili colori.
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I Vini DOC
Vino DOC Cesanese di Affile
Vino DOC Cesanese del Piglio
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I Prodotti tipici
Paste fresche
Formaggi
Panpepato
Fallone
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L’innegabile matrice contadina della zona dona ai piatti i sapori forti e genuini dei prodotti della terra, rendendo questo viaggio sorprendente oltre che per la vista, anche per il palato. Un punto di forza della gastronomia è rappresentato dalla varietà delle paste fresche, fettuccine con sugo di carne e lasagne dette localmente sagne. Nelle aree più montuose l’allevamento consente la produzione di salsicce e salumi ma anche formaggi freschi e stagionati. Anche i dolci tipici, come il panpepato, dall’origine molto antica e il fallone, protagonista in ottobre della sagra di Affile, rientrano nella cucina tradizionale del Cesanese.
Naturalmente i due vini rossi si sposano perfettamente con questi piatti della tradizione. Prodotto quasi completamente con l’uva omonima e di antiche origini, il vino DOC di Affile, di un bel colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, è un vino caldo e coinvolgente in grado di sopportare molto bene l’invecchiamento. Anche il Cesanese del Piglio DOC è un rosso dal bel colore rubino, che risulta molto apprezzato nella tipologia secco, adatto ad accompagnare primi piatti della tradizione ciociara come fettine al ragù e le regaglie di pollo.
La Strada dell’Olio e dei Prodotti Tipici della Sabina
La Sabina è una terra in cui tutto il paesaggio agricolo è dominato dalle forme e dai toni dell’olivo. Questa coltura, dalle origini millenarie e favorita dal clima temperato ha permesso all’olio extravergine di oliva della Sabina di ottenere, tra i primi in Italia la Denominazione di Origine Protetta.
La costituzione della Strada, partendo da questo assunto di assoluta genuinità, ha la funzione di “prendere per mano” il turista ed indurlo alla scoperta delle caratteristiche del suo prodotto principe, l’olio, ma anche di luoghi di incomparabile fascino.
La Sabina estesa a nord-est di Roma, tra questa provincia e quella di Rieti, è compresa tra il Tevere, i monti Sabini e Lucretili, la valle reatina e la regione umbra. Colline dapprima dolci, cosparse di vigneti e uliveti, poi pian piano cime più aspre ed elevate ne delineano il paesaggio, attraversato dalla via Salaria, ben poco diversa dall’antica strada romana che si inoltrava fino a raggiungere gli Appennini.
Il patrimonio storico di questa terra è frutto di una storia antica testimoniata ancora oggi dai resti archeologici, borghi immersi nel verde, monumentali castelli, chiese, santuari e abbazie: un patrimonio tutto da riscoprire.
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I Vini DOC
DOC Colli della Sabina
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Le DOP e i prodotti tipici
Olio extravergine DOP Sabina
Coppa, capocollo e coppiette
Pecorino
Cerasa di Palombara Sabina
Fallone
Nociata
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Fin dalle origini il territorio della Sabina fu importante riserva alimentare per Roma. Il protagonista indiscusso del territorio è senza dubbio l’olivo e l’olio di cui parlavano già Orazio, Columella, Virgilio e Terenzio Varrone.
Oggi le caratteristiche climatiche, il terreno calcareo, permeabile, asciutto, le varietà delle olive prodotte oltre che per le tecniche di produzione hanno permesso di ottenere, nel 1996, il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta, con il nome olio extravergine d’oliva DOP Sabina, celebrato nelle caratteristiche sagre paesane, gradita meta dei buongustai.
I terreni dove attecchisce bene l’olivo sono ideali anche per la viticoltura, praticata in tutta la Sabina e testimoniata anche dalla presenza della DOC Colli della Sabina, vino bianco, rosso e rosato.
Dall’allevamento di bovini, suini ed ovini si producono la porchetta, le salsicce sott’olio, la coppa, il capocollo, la carne di pecora secca. E non possono mancare i gustosi formaggi di pecora, tra cui spicca la produzione del pecorino.
Nelle aree pedemontane è molto diffusa la produzione estensiva di frutta, tra cui spicca la rinomata Cerasa di Palombara Sabina, dalla polpa molto dolce e gustosa, protagonista di una Sagra che si svolge a Palombara, nel mese di giugno.
La Strada del Vino Terra del Cesanese di Olevano Romano
Ubicato ai margini dell’anfiteatro montuoso Prenestino-Lepino-Ernico il territorio di Olevano Romano è particolarmente idoneo alla viticoltura e alla produzione di un vino dalla personalità unica.
La Strada del Vino Terra del Cesanese di Olevano Romano, di recente istituzione, ha lo scopo di tutelare la splendida cittadina, luogo di ispirazione per molti artisti europei, il verde che la circonda nonché il suo patrimonio enogastronomico con il protagonista assoluto: il vino DOC di Olevano Romano.
Il centro storico di Olevano, con le sue viuzze strette in forte salita, stupisce per il suo aspetto tipicamente medievale. Sui resti della poderosa cinta muraria in opera poligonale, fu costruito l’abitato e, nel punto più arroccato, il Castello con la piccola chiesa di Santa Maria della Corte. Poco distante Genazzano, offre, così come Olevano, una gradevole passeggiata lungo le vie del centro storico che conducono al santuario della Madonna del Buon Consiglio, la cui storia è legata al miracolo dell’apparizione della Madonna nel 1467. Poco fuori il borgo, Olevano conserva in località Lanetto i resti di una villa rustica romana che ha restituito un busto di Attis e un’Erma di Apollo. Più ad est, le cittadine, di origine equa di Roiate e Bellegra, conservano entrambi i resti delle mura cittadine, a Bellegra, chiamate ciclopiche per la loro maestosità.
Protagonista indiscusso della Strada è il vino DOC Cesanese di Olevano Romano, che vanta tradizioni antichissime, come testimoniano le fonti archeologiche dell’epoca romana e quelle storiche che lo ricordano molto apprezzato dai Papi e dalle nobili famiglie. Qui le colline vitate, frammiste di olivi, il terreno poco calcareo e argilloso ed un clima mite contribuiscono alla produzione di un vino gentile, dal bel colore rosso rubino.
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Le DOC e i prodotti tipici
DOC Cesanese di Olevano Romano
Oliva Rosciola
Fallone
Ciambelline al vino e all’anice
Paste fresche
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Il verde delle colline e le ampie zone pianeggianti hanno favorito un’economia prevalentemente contadina. Tutti i piatti della cucina locale dai sapori forte e rustico, conservano una genuinità senza pari. Pezzo forte sono, senza dubbio le paste all’uovo fatte in casa o le paste fresche. Abbacchi, fegatelli di maiale, trippa in umido e cinghiale disossato in salmì con vino Cesanese sono i piatti di carne cui va riservato un assaggio.Ad Olevano viene coltivata poi la varietà di oliva Rosciola, già apprezzata da Lucullo. Una citazione di merito va poi, agli eccellenti prodotti da forno tra i quali spiccano il panpepato, dall’origine molto antica, il fallone ed ancora mostaccioli, ciambelline all’anice e al vino bianco.
La Strada del Vino e dei Prodotti Tipici delle Terre Etrusco Romane
Il tratto di costa che va da Fiumicino a Civitavecchia e l’immediato entroterra, con i laghi di Bracciano e Martignano e i Monti della Tolfa, definiscono un territorio dalla ricchezza inestimabile, consacrato da secoli alla tradizione agricola.
La Strada della Vino e dei Prodotti Tipici delle Terre Etrusco-Romane, appena riconosciuta, ha lo scopo di promuovere questo territorio ed il suo potenziale agroalimentare, assieme ad un patrimonio unico di tradizioni, di storia e di straordinarie ricchezze archeologiche e storico-artistiche.
La costa prevalentemente bassa e sabbiosa è meta da secoli di un turismo marittimo e balneare, attratto anche dalle numerose e suggestive riserve e aree protette. I Monti della Tolfa, terra di pascoli e di butteri, formano a nord una sorta di verde cornice, abbracciando il movimentato porto di Civitavecchia, ora maggior porto turistico del Mediterraneo. I laghi vulcanici di Bracciano e Martignano, offrono scorci suggestivi, in cui una natura rigogliosa imprigiona l’acqua e i piccoli centri abitati dal sapore antico. Cerveteri, alta fra le sue vigne, guarda il mare dall’alto dei colli digradanti e della sua storia. A sud Fiumicino fa presagire le ricchezze di Roma nelle rovine dell’Isola Sacra e di Ostia antica.
Queste terre, che hanno visto susseguirsi sbarchi di mercanti e conquistatori, storie di imperatori, papi, nobili e contadini, furono la culla di un’antica civiltà, come testimonia il più imponente sito archeologico relativo alla civiltà etrusca: Cerveteri con la sua necropoli, oggi consacrata dall’UNESCO “patrimonio per l’umanità”.
Su questi resti preziosi si stratificano espressioni di civiltà posteriori, da quella romana (si pensi ai monumenti di Fiumicino e alle vestigia di Civitavecchia e di Ladispoli) a quella medievale (ricordiamo i centri di Ceri e Cerveteri, il Castello di Torre in Pietra e il Borgo di Tragliata). Antichità, queste, da cui si dipartono tradizioni millenarie, da cui traggono origine prodotti unici con sapori che discendono da antiche colture della terra e del mare.
| I Vini DOC
DOC Cerveteri
DOC Tarquinia
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DOP, IGP e i prodotti tipici
Carota di Maccarese o Fiumicino
Carciofo romanesco IGP
Broccoletto di Anguillara
Finocchio di Tarquinia
Vitellone della Maremma DOP
Caciofiore di Columella
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Il prodotto principe della Strada è certamente il vino, con le due DOC Cerveteri e Tarquinia. Il territorio è ricco di oliveti e vigneti che si spingono fino al mare, che mitiga con le sue brezze le calure estive e i rigori invernali. Se il bianco presenta caratteristiche di freschezza e sapidità, il rosso è particolarmente intenso nei profumi di buona struttura e alcolicità. Entrambi sono capaci di esprimere totalmente il terroir.
La fecondità del territorio s’illumina anche per produzioni di ortaggi d’eccellenza: il
carciofo IGP di Ladispoli, la
carota di Maccarese, il
broccoletto di Anguillara e il
finocchio di Tarquinia. L’allevamento offre nel
Vitellone della Maremma la sua tipicità, espressa negli allevamenti di pianura di Fiumicino, nelle alture da Cerveteri a Bracciano, fino ai pascoli incontaminati dei Monti della Tolfa. La tradizione casearia legata all’allevamento ovino esprime con fedeltà il carattere di queste terre, attraversate per secoli da greggi e da pastori: si pensi al
caciofiore di Columella, formaggio prodotto ancora oggi seguendo la descrizione datane da Columella nel I secolo d.C. Attorno ai porti di Civitavecchia e Fiumicino e su tutta la costa, infine, proliferano le testimonianze di tradizioni gastronomiche legate al mare, quali
la tellina di Passo Oscuro e di Ladispoli.
Se vuoi saperne di più….